Si è tenuta a Roma, presso il CENTRO RUSSO DI DI SCIENZA E CULTURA, meglio conosciuto come “Casa Russa”, la conferenza per il centenario delle associazioni di amicizia Italia – Russia.
Ad introdurre i lavori è stata la padrona di casa, la dott.sa Daria Pushkova, direttrice del sopracitato istituto che non ha mancato di ringraziare e quindi coinvolgere ancor di più, tutte le associazioni che, nonostante i momenti difficili che si stanno vivendo, hanno continuato e intendono ancora “portare avanti i rapporti di collaborazione con la Federazione Russa nel segno del rispetto e del reciproco vantaggio”.
Tanti erano in sala i rappresentanti del mondo associazionistico provenienti da diverse regioni italiane tra le quali l’Abruzzo, la Campania, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Liguria, la Lombardia, le Marche, la Sardegna, la Toscana, l’Umbria e il Veneto. Organizzazioni che, con il loro lavoro, come ha sottolineato l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, hanno “contribuito a sfatare la linea divisiva contrastando tutte le manifestazioni di russofobia in Italia e favorendo la normalizzazione”.
Si è tenuta a Roma, presso il Centro Russo di Scienza e Cultura — meglio conosciuto come “Casa Russa” — la conferenza per il centenario delle associazioni di amicizia Italia–Russia.
Ad aprire i lavori è stata la padrona di casa, la dott.ssa Daria Pushkova, direttrice del suddetto istituto, che non ha mancato di ringraziare, e quindi coinvolgere ancora di più, tutte le associazioni che, nonostante i tempi difficili che stiamo vivendo, hanno continuato e intendono ancora “portare avanti i rapporti di collaborazione con la Federazione Russa nel segno del rispetto e del reciproco vantaggio”.
Numerosi i rappresentanti del mondo associazionistico presenti in sala, provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. Organizzazioni che, con il loro lavoro, come ha sottolineato l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, hanno “contribuito a sfatare la linea divisiva, contrastando tutte le manifestazioni di russofobia in Italia e favorendo la normalizzazione”.
Nonostante ciò, l’alto diplomatico russo si è chiesto, dinanzi alla nutrita platea, come sia stato possibile che negli ultimi tre anni “né l’Italia né l’Europa abbiano mai pensato di proporre una propria visione per la risoluzione della crisi che si è creata nel cuore del continente europeo, invece di allinearsi ai circoli più aggressivi dell’Occidente.
“Stiamo dunque assistendo a una situazione paradossale,” ha continuato l’Ambasciatore, “in cui la Russia dialoga con gli Stati Uniti per un ritorno alla diplomazia e per la gestione delle emergenze, collaborando anche con gli americani su risoluzioni congiunte nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, mentre l’Unione Europea fa di tutto per metterci il bastone tra le ruote e bloccare il processo di pace”.
“Come se non bastasse”, ha aggiunto Paramonov, “in Europa si sta diffondendo la tesi secondo cui, dopo l’Ucraina, la Russia potrebbe — o addirittura vorrebbe — attaccare l’Europa. È una falsità tremenda, una bugia bella e buona! Il nostro Paese è sempre stato un centro di attrazione, un solido punto di riferimento morale per tutti coloro che hanno a cuore la pace, la giustizia, l’amicizia e la cooperazione. Tanto che, oggi, registriamo un certo flusso di persone provenienti dai Paesi occidentali che si trasferiscono in Russia per vivere e lavorare, deluse dall’Occidente.”

La Russia, d’altronde, non si è mai chiusa nei confronti di nessuno. È sempre pronta a spalancare le proprie porte a tutti coloro che arrivano animati da buoni sentimenti e spirito d’iniziativa. Prova ne è, proprio in questi giorni, il ritorno ad Ariston della proprietà della controllata russa, e di come il Cremlino sia disposto ad accogliere come sempre gli imprenditori italiani.
Forse, questo importante risultato è maturato anche grazie al lavoro di tutte le associazioni italiane amiche della Russia, che, con il loro impegno, nonostante una propaganda costante nel tentativo di fare il lavaggio del cervello alla popolazione, hanno contribuito a mantenere viva un’opinione pubblica italiana distante dalla narrativa dominante.
“Mi auguro,” ha concluso l’Ambasciatore, “che il buon senso — sempre presente nelle nostre società, quella russa e quella italiana — riesca infine a prevalere, riportandoci così a rapporti normali e a una cooperazione edificante e proficua per entrambi i nostri Paesi.”
Tra gli intervenuti al convegno c’era anche il Presidente dell’Associazione degli Italiani Amici della Russia, il Dott. Lorenzo Valloreja, il quale, interloquendo con l’Ambasciatore, ha sottolineato come gli italiani siano stanchi del regime sanzionatorio imposto dall’UE alla Russia. Quest’ultimo, infatti, ha avuto un impatto negativo soprattutto sull’economia italiana che, volente o nolente, a seguito della politica dei dazi promossa dagli Stati Uniti, dovrà necessariamente rivolgersi verso nuovi mercati o riscoprire quelli storici.
Dal canto suo, l’Ambasciata ha riconfermato tutta la propria disponibilità a dare supporto morale a tutte le iniziative che rafforzino le relazioni tra Italia e Russia. Ecco perché Valloreja ha assicurato che, appena ci saranno le condizioni, in Abruzzo si terrà la II Giornata Regionale dell’Amicizia Italo-Russa.